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CARCIOFO
(Cynara scolymus)

FAMIGLIA: Asteraceae
carciofo

CARCIOFO | FAQ

HABITAT: originario del bacino del Mediterraneo e del Medio Oriente. Attualmente è estesamente coltivato in molti paesi a clima temperato.
PARTE USATA: le foglie basali, intere o ridotte in frammenti.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in acido caffeilchinico min. 13% (Farmacopea Italiana X). La sua dose giornaliera va da 5 a 8 mg. per kg. di peso corporeo, suddivisi in due somministrazioni preferibilmente 30 minuti prima dei due pasti principali.
COMPOSIZIONE CHIMICA: è una pianta ricca di acidi fenolici e di acidi organici. E' una pianta sensibile all'essicazione, poichè in seguito ad essa avvengono reazioni chimiche che ne compromettono in parte il fitocomplesso.
PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione di stimolo sulla produzione di bile: è un rimedio adoperato da secoli per le sue proprietà di stimolo della produzione di bile. Esso infatti stimola la produzione della bile, aumentandola di circa cinque volte nel cane. Tale effetto si manifesta dopo circa 60 minuti e con durata di azione di circa tre ore. Risultati analoghi si ottengono nel ratto.
Azione protettiva sul fegato: inoltre si e dimostrato capace di proteggere il fegato di questi animali dai danni provocati su di esso da numerose sostanze tossiche, tra cui il tetracloruro di carbonio. Questa attività protettiva sul fegato si è dimostrata molto più forte di quella della vitamina E, e dipende in buona parte dalla capacità dell’estratto di carciofo di intrappolare i radicali liberi prima che possano danneggiare il fegato.
Il carciofo possiede anche una valida azione migliorativa sulla bile, che si accompagna ad aumento della funzionalità delle cellule del fegato e della secrezione epatica di bile. Ciò è ulteriormente dimostrato dal fatto che nei pazienti con problemi epatici l’estratto secco di carciofo provoca la rapida scomparsa dell'ittero, con forte diminuzione di sali e pigmenti biliari nelle urine, ripristino del normale colorito fecale e notevole diminuzione della bilirubina e delle transaminasi.
Uno studio clinico ha valutato l’effetto dell’estratto secco titolato di carciofo in pazienti con intensi disturbi digestivi. Sono stati arruolati 247 pazienti, che ricevevano per bocca 640 mg al giorno di estratto secco di carciofo titolato al 4% in acido caffeilchinico o un placebo per 1 mese. La valutazione era fatta misurando l’intensità dei disturbi digestivi tramite una scala apposita (four point scale), i punteggi di ciascun sintomo e la qualità di vita tramite il Nepean Dyspepsia index prima e dopo la terapia. Per quanto riguarda la Four point scale e il Nepean Dyspepsia index i pazienti del gruppo carciofo avevano un miglioramento dei sintomi statisticamente significativo. Non sono stati registrati effetti collaterali degni di nota. Lo studio conclude che l’estratto di carciofo è più efficace del placebo nell’alleviare i disturbi digestivi anche intensi.
Azione sul colesterolo: più recentemente ha dimostrato di poter abbassare i livelli del colesterolo e dei trigliceridi nel sangue, il che sembra dovuto soprattutto all'aumento della produzione di bile e quindi all'eliminazione con essa di sali e acidi biliari ricchi di colesterolo. Peraltro l’effetto dell’estratto secco titolato di carciofo sul colesterolo si manifesta solo a dosi almeno doppie rispetto a quelle indicate più sopra.
E' anche tradizionalmente utilizzato per favorire i processi digestivi, specialmente se legati a un'insufficienza epatica.

  • Azione prevalente: epatoprotettiva e favorente i processi digestivi.
  • Altre azioni: ipocolesterolemizzante.
  • Indicazioni principali: epatopatie lievi o moderate, insufficienza biliare, insufficienza digestiva.

EFFETTI COLLATERALI: ha un gusto amaro piuttosto sgradevole.
CONTROINDICAZIONI: Va usato con cautela nel paziente portatore di calcoli alle vie biliari, specialmente se i calcoli sono di piccole dimensioni, per il rischio di provocare una colica biliare.
Controindicato in tutti i pazienti portatori di restringimenti delle vie biliari.
INTERAZIONI CON FARMACI: non note.
DATI TOSSICOLOGICI: impossibile raggiungere la dose letale per bocca nel ratto.

BIBLIOGRAFIA.

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