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Piante officinali principali » ECHINACEA
ECHINACEA
(Angustifolia o Purpurea)

FAMIGLIA: Asteraceae
echinacea

HABITAT: originaria del Nord America, viene oggi estesamente coltivata anche nell'Europa temperata in posizioni soleggiate.
PARTE  USATA: le sommità fiorite e le radici.
PREPARAZIONI  FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco titolato in echinacoside min. 0,6% (Farm. Francese X), la cui dose giornaliera va da 8 a 12 mg. per kg di peso corporeo, suddivisi in due somministrazioni da assumere preferibilmente lontano dai pasti.
COMPOSIZIONE  CHIMICA: è ricca di acidi organici e di composti alifatici insaturi, soprattutto alchilamidi e isobutilamidi di acidi polienici, presenti specialmente nelle radici. Contiene anche acidi grassi a catena lunga, polisaccaridi complessi, molti fruttani, glicoproteine, alcalodi, poliine e  numerosi flavonoidi. Contiene anche olio essenziale, che rappresenta lo 0,1-0,2% del peso della pianta secca e infine numerosi sali minerali.
PROPRIETÀ  TERAPEUTICHE: Azione immunostimolante: ha una buona azione immunostimolante aspecifica confermata da prove sperimentali quali aumento della fagocitosi (capacità di inglobare batteri, virus e corpi estranei) dei globuli bianchi, della differenziazione dei globuli bianchi immaturi in globuli bianchi maturi, della produzione e dell'attività dei macrofagi e della produzione di interferone e di interleukine, che sono sostanze molto importanti per i processi immunitari.
Uno studio nel ratto ha valutato se la somministrazione cronica di estratto secco titolato di echinacea dalla giovinezza fino alla vecchiaia fosse capace di aumentare la longevità e il benessere delle cellule del sistema immunitario, dal momento che è noto che l’attività di queste cellule è fondamentale per la sopravvivenza e la longevità. Gli animali venivano nutriti con 2 mg al giorno di estratto di echinacea o con un placebo per tutta la loro vita ed erano tenuti e dieta libera. Dopo 10 mesi si valutava la sopravvivenza di questi animali, che era del 79% in quelli del gruppo placebo e del 100% in quelli del gruppo echinacea. Dopo 13 mesi i risultati di sopravvivenza erano del 46% nel gruppo placebo e del 74% in quello echinacea. Agli stessi tempi si valutavano le cellule del sistema immunitario. In particolare si è notato che le cellule NK (natural killer) erano più numerose e vitali sia nel midollo sia nella milza sia nel sangue periferico dei ratti del gruppo echinacea, mentre i globuli bianchi non differivano in modo significativo tra i due gruppi. Lo studio indica che la somministrazione prolungata di echinacea per la maggior parte della vita del ratto aumenta la sopravvivenza, probabilmente per un effetto positivo sulle cellule NK.
Sono stati fatti numerosi studi clinici su pazienti con sindrome influenzale o con faringotonsilliti, che hanno dimostrato che l'estratto secco titolato di Echinacea è in grado di ridurre significativamente sia i sintomi sia la durata della malattia alla dose di 900 mg. di estratto al giorno somministrato per bocca.
Studi fatti su bambini con la pertosse hanno evidenziato che l'echinacea è in grado di ridurre la durata della malattia a cinque giorni, attenuandone nettamente i sintomi.
Un altro studio comprendeva un gruppo di pazienti che mostravano un netto calo dei globuli bianchi e una sintomatologia di tipo influenzale, con un numero di globuli bianchi pari a 4350 prima della terapia. Dopo tre giorni di cura con estratto secco titolato di Echinacea i leucociti aumentavano a 5950 e il 55% dei pazienti non aveva più i sintomi della malattia.
Sono stati fatti 45 studi clinici per valutare l’efficacia e la tollerabilità dell’Echinacea sia come preventivo sia come curativo delle infezioni delle prime vie aeree. In totale sono stati coinvolti circa 4000 pazienti.
Per indagare l’aspetto curativo sono stati condotti 20 studi, la maggior parte dei quali non ha riscontrato un’efficacia dell’echinacea superiore a quella del placebo. 4 studi invece hanno trovato che questa pianta era superiore al placebo.
Per valutare l’aspetto preventivo sono stati effettuati 25 studi, i cui risultati medi sono i seguenti: nei gruppi trattati con echinacea l'incidenza di infezioni delle prime vie aeree è stata del 29,3% e in quelli placebo del 36,7%. Inoltre il tempo di guarigione dei soggetti che prendevano l’echinacea era significativamente più breve rispetto a quello osservato nei gruppi placebo. Effetti collaterali: sporadici casi di reazioni allergiche.
Azione cicatrizzante: ha una notevole azione cicatrizzante a livello cutaneo, dovuta soprattutto all'inibizione dell'enzima jaluronidasi, che attacca e distrugge gli acidi ialuronici indispensabili per garantire l'elasticità dei tessuti. Ciò assicura la stabilità degli acidi jaluronici, che possiedono una notevole attività protettiva e cicatrizzante.
Azione anti-infiammatoria: l'Echinacea aumenta la produzione di ACTH, che è l'ormone capace di stimolare il surrene, da parte dell'ipofisi anteriore.  L’ACTH fa aumentare la produzione surrenalica di glicocorticoidi, i quali sono dotati di una notevole azione anti-infiammatoria. Ciò spiega, almeno in parte, l'attività anti-infiammatoria della pianta. Essa sarebbe anche dovuta a inibizione dell’attività degli enzimi capaci di stimolare la produzione di sostanze endogene che provocano infiammazione.

  • Azione prevalente: immunostimolante aspecifica, in particolare per la prevenzione delle malattie infettive delle prime vie aeree.

  • Altre azioni: cicatrizzante cutanea, anti-infettiva.

  • Indicazioni principali: prevenzione delle malattie infettive delle prime vie aeree, sia nell’adulto sia nel bambino.
EFFETTI  COLLATERALI: può dare allergia in pazienti con intolleranza alle Asteraceae, con presenza di anticorpi specifici della classe delle IgE. Va quindi usata con cautela in pazienti allergici.
CONTROINDICAZIONI: questa pianta è controindicata in pazienti che debbano seguire una terapia soppressiva del sistema immunitario perché colpiti da malattie autoimmuni quali ad esempio rtrite reumatoide, collagenosi, sclerosi multipla e altre ancora.
Se usata per periodi superiori a 8 settimane e a dosi elevate questa pianta può dare epatotossicità, per cui non dovrebbe essere usata in pazienti con evidente insufficienza epatica.
INTERAZIONI COI FARMACI: può potenziare l’effetto negativo sul fegato di farmaci epatotossici come steroidi anabolizzanti, amiodarone, metotrexate e ketoconazolo.
DATI TOSSICOLOGICI: Dosi per via orale in dose unica di 30 g per kg di peso al giorno di succo pressato di echinacea purpurea nel ratto non hanno determinato effetti negativi apprezzabili, così come la somministrazione di 8 g per kg di peso al giorno per 4 settimane sempre nel ratto non ha dato luogo a danni evidenti.
Può essere usata in gravidanza, durante l’allattamento e in età pediatrica a partire da 1 anno di età.

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