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IPPOCASTANO
(Aesculus hippocastanum)

FAMIGLIA: Ippocastanaceae
ippocastano

HABITAT: originario dell'Asia occidentale, si trova in tutta l'Europa, nel Medio Oriente e in Iran.
PARTE USATA: i semi.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in escina anidra (min.3%) (Farmacopea Italiana X), il cui dosaggio giornaliero va da 10 a 13 mg. per kg di peso corporeo, suddivisi in due o tre somministrazioni possibilmente lontano dai pasti.
COMPOSIZIONE CHIMICA: i cotiledoni del seme contengono anche buone quantità di flavonoidi, ma le sostanze tipiche di questa pianta sono i saponosidi, che rappresentano circa il 10% della massa della pianta essicata. Vi sono anche proantocianidine e cumarine.
PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione protettiva sui vasi venosi: è dovuta ad un aumento del tono capillare, causato da un aumento della contrazione della muscolatura liscia della parete dei vasi sanguigni e anche da un aumento della resistenza e dell'elasticità dei capillari, con diminuzione della loro permeabilità.
Recentemente è stato osservato un aumento di sostanze ad azione vasocostrittrice in preparati di vena trattati con escina e una capacità di questa sostanza di intrappolare i radicali liberi.
Si è anche dotato un aumento del potere contrattile delle valvole all’interno dei vasi venosi e del flusso linfatico nel dotto toracico, mentre non sono state registrate modificazioni nei vasi arteriosi. Importante è anche l'azione della proantocianidina A2, che si è dimostrata dotata di spiccata attività di regolarizzazione sul tono venoso in condizioni di alterata permeabilità capillare e/o di sua aumentata fragilità.
Sono stati fatti alcuni studi clinici sull'uso dell'Ippocastano nell'insufficienza venosa. Si tratta di 12 studi, che hanno coinvolto circa 6000 pazienti. Tutti gli studi indicano un significativo miglioramento nella sintomatologia dei pazienti. Sei studi indicano un significativo calo del dolore e dei formicolii alle gambe, cinque studi suggeriscono un calo nella circonferenza delle caviglie, uno studio ha paragonato l’effetto dell’estratto secco titolato di ippocastano con quello delle calze contenitive, riscontrando un effetto simile a quello di queste ultime dopo 6 mesi. In tutti questi studi gli effetti collaterali sono stati rari e di lieve entità.
Uno studio clinico ha valutato l’effetto di una crema a base di escina complessata coi fosfolipidi sui livelli cutanei di radicali liberi. Sono stati arruolati 10 pazienti con insufficienza venosa cronica e severa ipertensione venosa, cui veniva applicata per 2 settimane la crema in oggetto alla frequenza di 3 volte al giorno nella zona delle caviglie, misurando i radicali liberi a livello cutaneo. Si è visto che al termine dello studio i livelli di radicali scendevano in modo evidente, raggiungendo livelli quasi normali. Questi dati indicano che una crema di questo tipo può proteggere la cute dai danni causati dai radicali liberi, tipico di pazienti con grave insufficienza venosa.
Questa pianta viene quindi consigliata come protettivo dei vasi venosi in tutti i casi di insufficienza venosa e parzialmente linfatica e nel trattamento delle crisi emorroidarie.

  • Azione prevalente: fleboprotettiva.
  • Altre azioni: antiossidante/antiradicalica.
  • Indicazioni principali: insufficienza venosa e parzialmente linfatica, trattamento delle crisi emorroidarie.

EFFETTI COLLATERALI: In alcuni casi è stato osservato, nell'animale da esperimento, un certo aumento della secrezione acida gastrica. A contatto diretto con molti tessuti e a concentrazioni elevate può causare fenomeni irritativi, non rilevabili però alle comuni dosi terapeutiche.
E' stato dimostrato un effetto allergizzante del polline dell'ippocastano in bambini che vivono in aree urbane, il 5 % dei quali presenta anticorpi specifici della classe IgE contro il polline di questa pianta e manifesta reazioni allergiche in coincidenza con la sua fioritura.
INTERAZIONI CON FARMACI: non note.
CONTROINDICAZIONI: è controindicato in gravidanza, soprattutto nel primo trimestre, perché può stimolare le contrazioni dell’utero con effetti imprevedibili. Controindicato anche durante l’allattamento. Non indicato in età pediatrica.
DATI TOSSICOLOGICI: la dose letale per bocca nel ratto è superiore a 3 g per kg di peso.

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