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Piante officinali principali » LIQUIRIZIA
LIQUIRIZIA
(Glycyrrhiza glabra)

FAMIGLIA: Fabaceae
liquirizia

HABITAT: bacino del Mediterraneo, Medio oriente, Cina, Australia.
PARTE USATA: i rizomi, le radici e il succo.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in glicirrizina min.4% (Farmacopea Italiana X), il cui dosaggio giornaliero va da 6 a 8 mg. per kg di peso corporeo, suddiviso in due somministrazioni, una fra le ore 7 e le ore 8 e l'altra fra le ore 15 e le ore 16.
COMPOSIZIONE CHIMICA:. I componenti principali sono i saponosidi rappresentati soprattutto dalla glicirrizina (dal 3 al 5% della pianta secca). Abbondanti sono anche i flavonoidi.
PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione protettiva sullo stomaco: esercita attività antigastritica e antiulcerosa, legata soprattutto alla glicirrizina ma anche ai flavonoidi. Tale azione sembra dovuta sia ad un aumento della secrezione del muco gastrico da parte delle cellule della parete dello stomaco sia ad un'attività diretta sulla mucosa infiammata e/o ulcerata, e determina un rapido miglioramento della sintomatologia del paziente. La Liquirizia data assieme all'acido acetilsalicilico dimezza l'incidenza dell'ulcera gastrica causata da questo farmaco nel ratto.
Azione protettiva sul fegato: alcuni studi mettono in evidenza anche l'azione protettiva sul fegato di questa pianta. Un gruppo di 130 pazienti con insufficienza epatica cronica erano trattati con l'estratto secco di liquirizia per trenta giorni. Al termine di questo periodo mostravano una significativa riduzione delle transaminasi e dell'accumulo dei trigliceridi nel tessuto epatico, con un aumento invece del glicogeno epatico. Probabilmente una parte consistente di questa attività epatoprotettiva è legata all'azione contro i radicali liberi evidenziata da questa pianta.
Azione anti-infiammatoria: molto valida è l'azione anti-infiammatoria, legata probabilmente al potenziamento indiretto dell'attività degli ormoni glicocorticoidi, che hanno una potente azione anti-infiammatoria. Infatti la glicirrizina e il suo derivato acido glicirretico inibiscono alcuni enzimi che degradano i glicocorticoidi, aumentandone in tal modo i livelli nel sangue. Inoltre i flavonoidi di cui la pianta è ricca inibiscono l'attività di enzimi che stimolano la produzione di sostanze endogene che favoriscono i processi infiammatori.
Azione di aumento della pressione arteriosa: l'acido glicirretico, un derivato della glicirrizina, può provocare aumento della pressione arteriosa con ritenzione di sodio, di cloro e di acqua, perdita di potassio, riduzione della diuresi e diminuzione della forza muscolare. Questo effetto è dovuto all'aumento dei livelli di aldosterone, che è l'ormone più importante per il controllo della pressione arteriosa.
Uno studio clinico ha valutato gli effetti di dosi progressivamente crescenti di glicirrizina (108, 217, 380 e 814 mg. al giorno) per un mese in un gruppo di volontari sani. I soggetti che prendevano 108 e 217 mg. al giorno di glicirrizina non hanno avuto aumento della pressione arteriosa nè modifiche del sodio e del potassio nel sangue. In quelli trattati con 380 mg. al giorno vi è stato un modico aumento del sodio e un moderato calo del potassio, con un caso di ipertensione arteriosa. Infine i soggetti che prendevano le dosi più alte avevano tutti aumento della pressione arteriosa con aumento del sodio e calo del potassio. E' interessante notare che gli effetti della Liquirizia sulla pressione e su sodio e potassio sono ulteriormente amplificati dalla pillola anticoncezionale.
Un altro studio clinico ha dimostrato che l’aumento della pressione arteriosa causato dalla liquirizia è maggiore nelle persone che hanno già una pressione più elevata del normale prima di assumerla.
Azione antiallergica: infine si è dimostrata capace di inibire anche il rilascio di istamina da parte delle cellule adibite a produrla dette mastociti, il che spiega in parte la sua azione antiallergica. Infatti l'istamina è una delle sostanze principali capace di provocare reazioni allergiche.
E' utile nelle dermatiti da contatto, negli eczemi, in alcune neurodermatiti e parzialmente nella psoriasi, con un'efficacia paragonabile a quelle dei cortisonici di media potenza.

  • Indicazioni principali: malattie infiammatorio-degenerative dell’apparato osteoarticolare e della cute, allergia, ipotensione arteriosa.
  • Azione prevalente: azione anti-infiammatoria, antiallergica,
  • Altre azioni: Gastroprotettiva, antiossidante, ipertensivizzante.

EFFETTI COLLATERALI: nessuno degno di nota.
CONTROINDICAZIONI: è controindicata in modo assoluto nel paziente iperteso, in particolare in soggetti con sospetto di iperaldosteronismo, malattia nella quale vi sono elevati livelli di aldosterone nel sangue.
Non va mai associata a trattamenti con cortisonici, salvo ridurre consistentemente il dosaggio di questi ultimi, poiché ne potenzia l’azione farmacologica.
Può provocare calo del potassio, ritenzione di sodio e di acqua, riduzione della forza muscolare e anche turbe elettrocardiografiche tipiche per bassi livelli di potassio nel sangue, per cui è controindicata in pazienti con bassi livelli di potassio nel sangue.
Non deve essere usata in soggetti di età inferiore ai 12 anni, particolarmente se di sesso femminile, in gravidanza e nell'allattamento.
Può peggiorare il controllo della glicemia e può facilmente provocare calo del potassio nel paziente diabetico.
Va usata con una certa cautela in pazienti con problemi renali.
E’ incompatibile con gli estratti di china e coi composti di calcio.
E' stata anche descritta azione tossica a livello muscolare in pazienti che facevano abuso di liquirizia, che peraltro regrediva progressivamente con la sospensione della sua assunzione.
INTERAZIONI CON FARMACI: Può potenziare l’azione dei seguenti farmaci: ibuprofene, warfarin, salicilati e acido deossicolico.
La pillola anticoncezionale ne potenzia l'effetto ipertensivizzante.
La Liquirizia ostacola l'azione farmacologica dello spironolattone, un diuretico risparmiatore di potassio.
La Liquirizia riduce l’azione dell’acetaminophen poiché ne aumenta l’escrezione a livello epatico.
Può aumentare la ritenzione di sodio e l’eliminazione di potassio causata dal succo di pompelmo.
DATI TOSSICOLOGICI: la dose letale per bocca nel ratto è superiore a 3 g per kg di peso.

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