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Piante officinali principali » MELISSA
MELISSA
(Melissa officinalis)

FAMIGLIA: Labiatae
melissa

HABITAT: originaria della Turchia, cresce in tutti i paesi del bacino del Mediterraneo e in Europa centrale ed orientale, nei luoghi freschi e semiombrosi.
PARTE USATA: le foglie.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in acido rosmarinico min.2% (Farmacopea Francese X). Il suo dosaggio giornaliero va da 6 a 7 mg. per kg di peso corporeo, suddiviso in due somministrazioni preferibilmente lontano dai pasti.
COMPOSIZIONE CHIMICA: contiene circa lo 0,05% di olio essenziale, caratterizzato per la presenza di aldeidi monoterpeniche. Contiene inoltre triterpeni, acidi fenolici e flavonoidi e anche tannini.
PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione sedativa: è nota per avere azioni sul sistema nervoso centrale di tipo sedativo, ansiolitico e favorente il sonno; può avere anche azione antidolorifica. Sperimentazioni animali hanno dimostrato che la Melissa ha azione sedativa di tipo centrale, poichè riduce la motilità degli animali con un effetto che cresce col crescere della dose somministrata.
Recentemente si è potuto dimostrare che alcuni flavonoidi possono avere attività simile a quella delle benzodiazepine, che sono i più noti farmaci ansiolitici, perchè sono in grado di legarsi ai recettori per le benzodiazepine situati nel cervello.
E’ stato fatto uno studio clinico sugli effetti dell’estratto secco titolato di Melissa sulle funzioni mentali e del comportamento. A tale scopo un gruppo di 20 volontari sani riceveva per bocca l’estratto secco titolato di Melissa a dosi progressivamente crescenti di 300, 600 e 900 mg al giorno o un placebo per 7 giorni. Le funzioni mentali erano indagate tramite un test specifico eseguito prima della cura e al suo termine. I risultati mostravano che vi era un netto miglioramento nell’attenzione, senza riduzioni della memoria e della concentrazione. La sensazione di tranquillità, valutata con una scala apposita, era significativamente aumentata, mentre il senso di tensione era nettamente ridotto.
Un altro studio clinico ha arruolato un gruppo di volontari sani, cui veniva provocato stress. Essi prendevano per bocca 300 o 600 mg al giorno di estratto secco di melissa titolato in acido rosmarinico al 2% o un placebo per 7 giorni, seguiti da 7 giorni di intervallo e da ulteriori 7 giorni di trattamento. Il comportamento e la capacità mentale dei soggetti erano indagati prima della terapia e 1 ora dopo il suo termine tramite test specifici. Si è visto che alla dose di 600 mg al giorno l’estratto di melissa migliorava in modo significativo il comportamento, con un evidente aumento dei risultati concernenti la calma e lo stato di agitazione. Inoltre vi era un significativo aumento nella velocità di elaborazione di informazioni matematiche, senza riduzioni nell’accuratezza, anche con la dose di 300 mg al giorno. Questi risultati indicano che l’estratto di melissa può combattere lo stress senza alterare i livelli di vigilanza.
Azione spasmolitica: possiede una valida azione antispastica sulla muscolatura liscia dell’intestino, che è dovuta all'olio essenziale e in parte anche ai flavonoidi, specialmente a quelli contenenti apigenina. Quest'azione spasmolitica è dovuta ad un'azione di riduzione della penetrazione del calcio nelle cellule muscolari della parete intestinale, il che ne riduce la contrazione.
Azione antiradicalica: gli acidi fenolici hanno inoltre attività protettiva contro i danni provocati dai radicali liberi, in particolare riducendo notevolmente i danni la essi provocati alle cellule. Pertanto questa pianta viene correntemente utilizzata nel trattamento sintomatico degli stati ansiosi dell'adulto e del bambino, nelle malattie psicosomatiche che interessano l’intestino e nell'insufficienza digestiva.

  • Indicazioni principali: sindrome del colon irritabile, gastrite e gastroduodenite.
  • Azione prevalente: antispastica a livello viscerale.
  • Altre azioni: sedativa-ansiolitica.

EFFETTI COLLATERALI: In casi molto rari può provocare reazioni allergiche cutanee.
CONTROINDICAZIONI: Non è consigliabile in gravidanza e durante l’allattamento. Usare con una certa cautela nei soggetti con ipotiroidismo.
INTERAZIONI CON FARMACI: non note
DATI TOSSICOLOGICI: la dose letale per bocca nel ratto è superiore a 3 g per kg di peso.

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