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MIRTILLO NERO
(Vaccinium myrtillus)

FAMIGLIA: Ericaceae
mirtillo nero

HABITAT: abbondante nel sottobosco con terreno siliceo e quindi acido in mezza montagna, in tutto l'emisfero settentrionale.
PARTE USATA: le foglie e le bacche raccolte in estate.
PREPARAZIONI FARMACEUTICHE CONSIGLIATE: estratto secco nebulizzato e titolato in antocianosidi totali espressi come antocianidine min. 23,2% e max. 26,4% (Farmacopea Italiana X). Il suo dosaggio giornaliero va da 2 a 3 mg. per kg di peso corporeo, suddivisi in due somministrazioni lontano dai pasti. Può essere somministrato anche per lunghi periodi di tempo.
COMPOSIZIONE CHIMICA: è una pianta ricca di antocianine, delle quali almeno sette sono state identificate. Abbondanti sono anche i tannini, che rappresentano circa il 7% del peso della pianta secca, e i flavonoidi.
PROPRIETÀ TERAPEUTICHE: Azione sull'occhio e sui vasi sanguigni: è noto da tempo che l’ estratto secco titolato di mirtillo è in grado di migliorare la visione notturna. Infatti esso facilita la rigenerazione della rodopsina, che è il pigmento retinico essenziale per la visione in condizioni di scarsa luminosità.
La sua utilità a livello oculare non si limita però solo a questo; infatti esso è capace di combattere la fragilità e l'eccessiva permeabilità vasale, mostrando quindi un'azione capillaroprotettiva ormai ben dimostrata sia a livello dei vasi sanguigni della retina sia di quelli periferici. Queste azioni si spiegano col fatto che le antocianine sono capaci di inibire l'attività di alcuni enzimi che distruggono il collageno e i tessuti elastici, quali le elastasi e le collagenasi.
Studi clinici rigorosi dimostrano che gli antocianosidi del Mirtillo riducono i danni ai capillari della retina in modo statisticamente significativo rispetto al placebo in pazienti che soffrono di retinopatia ipertensiva e/o diabetica. Ricerche effettuate su soggetti adulti diabetici hanno dimostrato che la somministrazione per bocca di 300 mg al giorno di estratto secco titolato di mirtillo provoca una significativa riduzione della sintesi del connettivo e del tessuto fibroso in genere. Siccome una delle cause principali della retinopatia diabetica è l'aumentata produzione di connettivo, gli antocianosidi possono essere utili per prevenire la retinopatia diabetica.
Azione protettiva sui vasi venosi: questa azione è dovuta agli antocianosidi presenti nel mirtillo, che si sono dimostrati capaci di inibire l'attività di alcuni enzimi proteolitici capaci di distruggere il collageno e il tessuto elastico, quali le elastasi e le collagenasi, rendendo in tal modo il connettivo più stabile ed elastico. Inoltre gli antocianosidi agiscono positivamente sulla parete dei vasi sanguigni venosi, diminuendo il livello delle glicoproteine in essi accumulate, e favorendo così la normalizzazione della resistenza e dell'elasticità della parete dei vasi.
Azione antiradicalica: gli antocianosidi del mirtillo inibiscono validamente i radicali liberi, essendo in grado di intrappolare quasi tutte le specie radicaliche conosciute. Studi in laboratorio effettuati recentemente hanno dimostrato che l'estratto secco di mirtillo alle dosi indicate prima è in grado di ridurre notevolmente l'ossidazione delle LDL indotta dal rame. E’ ormai noto che è proprio l’ossidazione delle particelle di colesterolo LDL la causa fondamentale della formazione delle placche aterosclerotiche nella parete dei vasi sanguigni. Tale azione è massima dopo circa 60 minuti e rimane su livelli significativi per circa 6 ore.
E’ stato fatto uno studio clinico su un gruppo di 8 volontari sani, di età compresa tra i 38 e i 54 anni e di entrambi i sessi, per valutare l’effetto dell’estratto di mirtillo sulle difese antiossidanti dell’organismo dopo il pasto. I soggetti consumavano per 7 giorni una dieta ricca di grassi e, al settimo giorno, si somministrava loro l’estratto di mirtillo alla dose di 3 mg per kg di peso. A partire da 60 minuti dopo tale somministrazione e per le successive 4 ore si prelevava il sangue venoso per la valutazione delle difese antiossidanti dell’organismo. Si è visto che il mirtillo incrementava le difese suddette dell’8,5% dopo 1 ora e del 15% dopo 4 ore.
Azione antidiarroica e anticistitica: recentemente si è scoperto che gli antocianosidi del mirtillo inibiscono l'adesione dei colibacilli alla parete dell'intestino e della vescica, fornendo così una spiegazione al loro uso come antidiarroici e disinfettanti urinari.
Sono stati fatti 13 studi clinici rigorosi per valutare l’efficacia e la tollerabilità del Mirtillo sulle infezioni vescicali. Gli studi clinici presenti in letteratura sono stati fatti parte con l’estratto secco di mirtillo titolato in antocianosidi e parte col succo di mirtillo. Questi ultimi sono la maggioranza. La dose media di estratto secco usata in questi studi era di 140 mg al giorno.
10 studi indicano una superiorità dell’estratto del mirtillo rispetto al placebo nel trattamento e/o nella prevenzione delle infezioni vescicali.
Tutti gli studi concordano nel dire che il fitocomplesso del Vaccinium myrtillus non ha azione antibatterica sua propria, ma è solamente in grado di ostacolare l’adesione dei germi alla vescica. Un altro studio ha dimostrato che il mirtillo non solo è in grado di ridurre l'adesione dei batteri alle cellule vescicali ma è anche capace di provocare il distacco di circa il 70% dei batteri già precedentemente attaccati alle cellule vescicali.
Considerato tutto ciò si può dire che questa pianta è particolarmente indicata nel trattamento dei disturbi circolatori specie di origine venosa e in tutti i casi di fragilità capillare, in particolare a carico della retina. E' anche utile nel trattamento delle coliche dolorose addominali, della diarrea e delle cistiti.

  • Indicazioni principali: fragilità capillare, in particolare a livello del microcircolo della retina, insufficienza veno-linfatica, infezioni delle vie urinarie inferiori in particolare vescicali, diarrea.
  • Azione prevalente: capillaroprotettiva e antiossidante.
  • Altre azioni: antiaggregante piastrinica, cardioprotettiva, anti-infettiva urinaria, antidiarroica.

EFFETTI COLLATERALI: nessuno degno di nota.
CONTROINDICAZIONI: l’estratto di mirtillo può favorire la formazione di calcoli renali da ossalati e da fosfati di calcio, per cui va usato con cautela in pazienti con problemi di calcoli ai reni.
INTERAZIONI CON FARMACI: non note.
DATI TOSSICOLOGICI: negli studi effettuati sugli animali non è stato finora possibile raggiungere la dose letale per via orale, confermando così la scarsissima tossicità di questo estratto.

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