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Olio di oliva

Olio di oliva, un potente anticancro. Occhio alle combinazioni alimentari

Antonello Sannia presidente della SIMN (SocietÓ Italiana Medicina Naturale)

L'olio d'oliva blocca la crescita del cancro e potenzia l'efficacia dei farmaci. A sostenerlo è Massimo Lopez, direttore del dipartimento di Oncologia dell'Istituto dei Tumori di Roma e membro del Comitato Scientifico della Human Health Foundation (Fondazione nata a Spoleto nel 2006 che punta alla lotta ai tumori), anche autore del libro Cancro: conoscerlo per imparare a sconfiggerlo.

Lopez sottolinea come una dieta corretta aiuti a eliminare il 25% dei tumori e soprattutto l'utilizzo dell'olio di oliva sia un «Importante coadiuvante di alcuni processi che possono inibire l'insorgenza del cancro, oltre ad essere di aiuto alla prevenzione». Quanto alle cause più importanti dell'insorgere del cancro, «Tabacco e cattiva alimentazione - precisa l'esperto - sono rispettivamente responsabili del 70% dei tumori di oggi». Ma fondamentale, ai fini della prevenzione, è appunto la dieta: «L'uso dell'olio di oliva, per la presenza dell'acido oleico e della luteina - sottolinea - è fondamentale anche per la fluidificazione della membrana cellulare».

L'olio di oliva, insieme al consumo di pesce e alle verdure cotte e crude, sono le armi migliori per prevenire l'insorgenza dei tumori». Da combattere poi l'eccesso dei grassi «causa - dice Lopez - di un aumento dei tumori del cancro del colon, della mammella e della prostata». Infine, conclude l'esperto, «Dai dati emerge che l'incidenza del cancro tra uomini e donne è diminuita nel tempo ma oggi ci sono ancora 1.700.000 casi di morte da tumore nel mondo. Circa 11 milioni di persone ogni anno si ammalano di cancro. Attualmente circa 25 milioni di persone convivono con un tumore, di cui circa 800.000 in Italia. Un problema destinato ad aumentare, anche se la curva di sopravvivenza dagli anni '60 a oggi è aumentata progressivamente».

Intanto tre forme tumorali su 10 “nascono” a tavola, ovvero hanno tra le principali cause proprio una cattiva alimentazione. Gli esperti, ormai, non hanno più dubbi, e per questo invitano ad una corretta e sana alimentazione come prima arma di prevenzione contro il cancro. Dieta sana che, il più delle volte, fa rima con dieta mediterranea, ma occhio anche alla cronobiologia: fondamentale, dicono gli esperti, è infatti anche mangiare i cibi giusti al momento giusto. Il segreto, sottolineano gli specialisti, sta proprio nell'alchimia della natura, che ci mette a disposizione sostanze preziose in grado di prevenire l'insorgenza del cancro. Anche a tavola.

I consigli sono quelli noti: pochi cibi grassi e insaccati, pochi grassi animali e carne rossa, molta frutta, verdura, cereali e pesce. Ma c'è anche un consiglio meno noto ma prezioso: fare attenzione alle combinazioni. Nella prevenzione dei tumori, rileva il direttore scientifico dell'Istituto Regina Elena di Roma Paola Muti, «la parola d'ordine è “sinergia” tra i diversi composti negli alimenti. Ciò vuol dire che bisogna imparare a mangiare in modo vario, ma anche che il beneficio di un singolo alimento è frutto di un'alchimia ancora in parte sconosciuta». A questo proposito, un recente studio italiano pubblicato sul British Journal of nutrition, ricorda l'esperta, «ha per esempio scoperto che i benefici dell'insalata vengono potenziati dalle capacità antiossidanti dell'olio di oliva e dell'aceto, ma possono essere ulteriormente aumentati se si aggiunge al tutto un pizzico di maggiorana fresca o di un'altra erba aromatica». Insomma, un rapporto cruciale quello tra cancro e alimentazione.

Un binomio cruciale anche secondo Antonio Moschetta, titolare di un progetto Airc presso l'Istituto Mario Negri Sud di Chieti: «Grazie alla nutrigenomica - spiega - studiamo in che modo un alimento modifica il funzionamento dell'organismo a livello molecolare e quale dieta sia più appropriata per ciascun individuo». E ci sono alimenti, rileva Moschetta, che hanno certamente un ruolo negativo: «I grassi - spiega - riescono ad esempio ad arrivare sul dna della cellula, così da attivare o disattivare geni cruciali per la trasformazione tumorale della stessa».

Cosa mangiamo, dunque, fa la differenza. Ma anche quando lo mangiamo. Regola d'oro, sottolinea il ricercatore, è cioè rispettare i ritmi naturali e la “cronobiologia”: la mattina si ha bisogno di più zuccheri, a pranzo vanno bene carboidrati e cibi moderatamente grassi, mentre a cena evitare i carboidrati. Questi si trasformano infatti in grassi e, di sera, risultano in eccesso e inutili rappresentando invece un fattore di rischio pro-tumori. In altre parole, conclude Moschetta, «mangiando carboidrati la sera ci auto-sintetizziamo grassi in più e inutili, oltre che pericolosi». Dunque, è il consiglio, occhio alla tavola e all'”orologio” dei ritmi naturali. Anche così ci si rende più forti contro il cancro.

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