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Un male di stagione: l'insufficienza venosa

Antonello Sannia presidente della SIMN (SocietÓ Italiana Medicina Naturale)

È arrivata l'estate, e con essa ricompaiono alcuni problemi di salute cui avevamo dato scarso peso nella stagione invernale. Mi riferisco soprattutto all'insufficienza venosa agli arti inferiori, che colpisce specialmente le donne e che si manifesta in genere coi famigerati capillari di colore bluastro e talora anche con vasi venosi a percorso serpeggiante, che può essere curata con successo ricorrendo solo alle terapie naturali.

Domanda: è vero che questa malattia è così comune?
Risposta: certamente, ed è in continuo aumento, specialmente nelle donne in età giovane. Ciò è dovuto a motivi di lavoro, nel quale si sta spesso fermi in piedi per ore e ore, al fatto che s’indossano indumenti troppo stretti, ad un aumento della vita sedentaria, alla frequente assunzione di farmaci quali ad esempio la pillola anticoncezionale e all'aumento del peso corporeo.

Domanda: molti pensano che si tratti soprattutto di un problema estetico.
Risposta: assolutamente no, anche se il fattore estetico è senz'altro importante, particolarmente quando si avvicina la stagione del costume da bagno. In realtà questi sintomi indicano che la circolazione venosa di quella persona non è in ordine, il che comporta, in mancanza di cure, un progressivo aggravamento e la potenziale insorgenza di trombosi venose .

Domanda: è vero che il calore fa male?
Risposta: purtroppo sì, quindi chi soffre di insufficienza venosa deve esporre poco le gambe al sole e tenerle lontane da qualsiasi fonte di calore.

Domanda: cosa si può fare per curare questa malattia?
Risposta: anzitutto bisogna combattere altre malattie che la peggiorano, quali ad esempio l'obesità e il sovrappeso, il diabete mellito, l'ipertensione arteriosa e altre ancora. Poi bisogna cercare di stare il meno possibile in piedi fermi, cercando invece di camminare, di non indossare indumenti troppo stretti, di tenere le gambe in posizione rialzata, ad esempio appoggiandole su uno sgabello ogni volta che sia possibile. Molto utili possono anche essere le speciali calze contentive che si vendono nelle farmacie, che vanno però indossate per tutta la giornata e non solo per qualche ora. Bisogna anche sospendere i farmaci dannosi alla circolazione.

Domanda: sono davvero utili le piante medicinali?
Risposta: certamente, e possono di solito sostituirsi ai farmaci di sintesi. Le più efficaci sono:

  1. Ippocastano, che ha un'azione protettiva e anti-infiammatoria sulla parete dei vasi venosi.
  2. Mirtillo nero e Vite da vino, che rinforzano la parete dei capillari e favoriscono l’elasticità e la robustezza dei vasi venosi.

Gli effetti di queste piante sono ancora migliori quando vengono usate contemporaneamente, perché in questo modo è possibile sfruttare le proprietà di ciascuna, che si integrano ottimamente con quelle delle altre. Questa cura a base di Ippocastano, Mirtillo e Vite da vino andrebbe fatta per tutta l’estate e poi a mesi alterni per il resto dell’anno. Naturalmente  le cure a base di piante medicinali sono meno pronte di quelle basata su sostanze chimiche di sintesi, ma in genere sono prive di importanti effetti collaterali e, se fatte per periodi piuttosto prolungati di tempo, ottengono in pratica lo stesso risultato, ma in modo più dolce e naturale.

Antonello Sannia, presidente della SIMN (Società Italiana Medicina Naturale)

 
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